Ristrutturazione Edilizia normativa 2017 vs. 2018

Arrivati al mese di Ottobre ed approssimandosi quindi la fine d’anno 2017 può essere opportuno riepilogare  le principali caratteristiche della detrazione IRPEF per Ristrutturazione Edilizia in essere fino alla fine d’anno 2017 e quelle che subentreranno a partire dall’anno 2018 per un’eventuale confronto di opportunità.

In sintesi la normativa in vigore nell’anno 2017 consente un recupero della spesa sostenuta per l’intervento pari al 50% (ripartito su 10 anni) dell’importo pagato con un limite di Euro 96.000= per singolo immobile abitativo.

A partire dal 01/01/2018 sono previste modifiche importanti : la detrazione scende al 36% con la medesima ripartizione in 10 rate annuali, ed anche l’importo della spesa ammissibile per singola unità si riduce ad Euro 48.000=, dimezzandosi.

Particolarmente importante, vista la percettibile differenza, ricordare che le spese eseguite vengono riconosciute dall’Agenzia delle Entrate  in base al principio della “cassa”. Ovvero solo quanto effettivamente pagato entro il 31/12 dell’anno 2017  rientra nel computo della detrazione, in questo caso al 50%,  del medesimo anno.

Infine, questa tipologia di detrazione, di Ristrutturazione Edilizia, non consente la cessione del credito come, al contrario è riconosciuto per gli interventi condominiali in tema di Ecobonus e SismaBonus.

Dott. Luigi Visconti

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Cedolare secca: sì ai contratti con società per usi abitativi

Una interessante sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Milano apre uno spiraglio nella rilevante querelle riguardante il regime della Cedolare Secca.

Il regime introdotto D.Lgs. 14 marzo 2011 si applica alle unità immobiliari locate per finalità d’uso abitativo. L’Agenza delle Entrate partendo dal testo della norma che richiede che il locatore non possa agire nell’esercizio d’impresa, arte o professione, ha quindi nel tempo applicato questo concetto anche al conduttore ed ha quindi ripetutamente contestato l’applicazione della Cedolare Secca laddove il conduttore rivestiva una della posizioni sopraccennate. Di fatto escludendo la possibilità che, ad es. un professionista, possa avere in locazione un’immobile per soddisfare proprie esigenze d’uso abitative in regime di Cedolare Secca.

La Commissione Tributaria ha quindi rivisto questa impostazione accogliendo il ricorso di un proprietario di un’immobile ad uso abitativo, persona fisica, che voleva applicare la Cedolare Secca ad un contratto verso una società, per soddisfare usi abitativi. Ovvero determinando come legittimante per l’applicazione della Cedolare Secca il solo del requisito della finalità dello scopo abitativo per il conduttore.

Resta ovviamente immutato il vincolo per il locatore di essere persona fisica che non esercita attività d’impresa, arte o professione.

a cura del Dott. Luigi Visconti (consulente APE Confedilizia Bologna)

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DETRAZIONI CONDOMINIALI PER RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA 2017 (con possibilità di cessione del credito derivante dalla detrazione)

A partire dal 15 settembre pv. è abilitato l’invio ad ENEA della documentazione relativa agli interventi di riqualificazione energetica svolta su edifici condominiali nel corso dell’anno 2017.

L’invio ad ENEA è parte inderogabile dei requisiti necessari per il conseguimento della relativa detrazione d’imposta che parte dal 65% e può arrivare al 70% ed anche 75% in base alla efficienza dell’intervento.

Il limite di spesa condominiale su cui applicare la detrazione è dato dall’importo di Euro 40.000= moltiplicato per il numero delle proprietà immobiliari che compongono l’edificio.

I soggetti che possono fruire della detrazione sono coloro che sostengono la spesa nonché aventi diritto sulle proprietà immobiliari costituenti l’edificio condominiale. Parimenti questi soggetti possono optare per la cessione del credito, anche in questo caso, rispettando un preciso iter procedurale.

Particolarmente delicato il ruolo dell’Amministratore di condominio investito dall’Agenzia delle Entrate di svariate responsabilità in ordine al riconoscimento dell’agevolazione.

A cura del dott. Luigi Visconti, consulente APE Bologna.

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Sottoscrivi la petizione per il rientro del Museo Morandi a Palazzo D’Accursio

APE Bologna, nella persona della sua presidente, avv. Elisabetta Brunelli, ha intrapreso una battaglia a difesa delle volontà testamentarie di Maria Teresa Morandi, secondo cui la donazione delle opere di suo fratello, il pittore Giorgio Morandi era vincolata alla loro collocazione a Palazzo D’Accursio. Tale volontà è stata disattesa dal Comune di Bologna che ha deciso di spostare definitivamente le opere al MAMbo. Per chi volesse sottoscrivere la petizione per il rientro delle opere a Palazzo D’Accursio può recarsi presso i nostri uffici dove potrà fisicamente apporre la firma alla petizione, oppure inviarci un’email a info@apebologna.eu con i propri dati e la volontà di aderire alla petizione.

 

 

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